E alla fine non abbiamo capito niente

“L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari” disse una volta Antonio Gramsci, egli sosteneva che gli esseri umani fossero troppo sordi e presuntuosi per imparare dal passato. Egli ci insegna quanto noi ripudiamo il passato e lo ripudiamo fino a commettere gli stessi tremendi errori dei nostri antenati.
Sotto questo aspetto Gramsci è stato un visionario, una persona molto acuta e di grande intelletto e una persona che conosceva in parte la natura umana.

Ho voluto inserire questa citazione per un semplicemente, perché è quello che sta succedendo negli ultimi giorni e nelle ultime ore rispecchia tutto ciò.
Forse alcune persone che leggeranno questo articolo nel 2003 erano scese in piazza con una bandiera arcobaleno per protestare contro la scellerata guerra in Iraq, molto probabilmente quella bandiera la tiene in soffitta, magari è anche impolverata un po’ sciupata a causa degli anni.

E a distanza di venti dalla guerra in Afghanistan, dopo la strage di Parigi, il presidente François Hollande, colui che dovrebbe rappresentare la “sinistra” francese (si è meglio che la metta tra virgolette), afferma che “siamo in guerra”. In tal caso possiamo dire che ancora non abbiamo capito niente, come dice Gino Strada “Ci troviamo di fronte a dei cervelli che non hanno nessuna capacità di sviluppo culturale al di là della parola guerra”.

E niente: tutto tornerà tremendamente come prima, continueremo a bombardare il Medio Oriente, continueremo a distruggere le case delle famiglie dei musulmani, renderemo le menti dei giovani musulmani facilmente manipolabili da qualche terrorista e così distruggeremo un’organizzazione terroristica, ma dopo ne sorgerà un’altra più forte e più violenta cosa che è già successa con il “passaggio” da Al-Qaida allo Stato Islamico.

I primi a pagarne le conseguenze sono per la maggior parte civili musulmani e europei, perché con l’intensificarsi dei bombardamenti in Siria per “esportare la democrazia” aumenteranno anche gli attentati terroristi; non ci vuole un genio per capirlo. Siamo davanti ad una classe politica nazionale e internazionale che racconta balle sulle “missioni di pace per combattere il terrorismo” quando sono loro ad armare la mano assassina dei terroristi e allo stesso hanno rapporti di tipo finanziario e commerciale con le monarchie islamiche del Golfo, stati dove esiste ancora la Shari’ah, e che accusati di aiutare l’Isis portando armi e mezzi armati.

Credo che in questo clima di paura e ti tensione dovremo solo unicamente leggere e ascoltare le parole di Gino Strada:

 

Tra i commenti al mio post precedente, vedo ricorrere la domanda: “Ma allora quale è la soluzione? Che cosa fare per…

Posted by Gino Strada on Giovedì 19 novembre 2015

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