Il Giornale e l’indignazione integralista

Come tutti sapete una delle prime testate che ha gridato allo scandalo come una coppia di cavernicoli mentre si stanno accoppiando sul caso della scuola di Ronzano è stata il “Il Giornale” guidato da Alessandro Sallusti, facendo sciacallaggio come tanti altri (Salvini, Santanchè, Gelmini) propugnando ai suoi lettori tutte le bufale che lanciavano i lor signori (qui l’articolo) dove il giornalista scrive una delle sue cavolate:

Un gruppo di genitori ha puntato il dito contro il dirigente scolastico reggente Marco Parma (già candidato sindaco per una lista civica e per il M5S a Rozzano) sulla cancellazione della Festa di Natale. Fino a oggi, ogni anno si teneva la “Festa musicale di Natale”: canti e cori, non solo natalizi, frutto del lavoro dei bambini con i maestri dell’Associazione 11 Note.

Grande bufala, perché la verità che omette Il Giornale è che queste mamme volevano insegnare in canti natalizi durante l’orario della mensa dove anche i figli dei genitori atei e musulmani (il preside ha anche pubblicato le sue spiegazioni) e non sarebbe stato il massimo della laicità. Tutto ciò è stato impedito dal preside Marco perché è il suo lavoro, ma ovviamente agli sciacalli importano soltanto gli ascolti, i lettori e i voti.

Ma non è questo il punto non è questo; mentre da una parte i così detti “guerrieri” del crocifisso nelle aule scolastiche scaricano melma su melma su chi si offende del crocifisso nelle scuole, dall’altra cosa fanno? Beh, si offendono per la satira.

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Presa qui

Dunque il “pezzo” satirico “incriminato” è l’ultima vignetta di Vauro pubblicata di recente su Il Fatto Quotidiano per festeggiare la legalizzazione delle unioni civili  in Grecia dove viene raffigurata la la nascita di Gesù con due San Giuseppe. Ed è proprio questo che ha fatto indignare la redazione de Il Giornale scivendo:

 

 

Vauro non è nuovo a certe sparate che offendono profondamente i cristiani. Che sia sul Fatto Quotidiano o in diretta nel salotto di Michele Santoro, il vignettista pizzica e attacca spesso la Chiesa cattolica e, in particolar modo, il Vaticano. Alla Vigilia di Natale non è stato da meno. Certo, uno strano modo di fare gli auguri ai lettori di Travaglio & Co.

In conclusione: se i giornalisti della testata di Sallusti si comportano così in queste occasioni non sono molto diversi dai terroristi che hanno fatto una strage alla redazione di Charlie Hebdo per le vignette satiriche su Maometto.

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Roberto Saviano chiede le dimissioni del ministro Boschi

Saviano mette sul tavolo una discussione che, dal mio punto di vista, potrebbe essere largamente condivisibile, pure dal sottoscritto.
A livello politico, collegandoci a quello che è successo in questi giorni, Saviano pone un quesito fondamentale e secondo dovremmo ascoltare bene le sue parole e la richiesta di dimissioni del Ministro Boschi:

Il ministro Boschi dissimula il conflitto di interessi, legato al decreto salvabanche, con la sua formale assenza al Consiglio dei Ministri che ha varato il provvedimento. E se non ci fosse stata la tragedia del pensionato suicida, tutto sarebbe rimasto legato alla sfera economica e non si sarebbe mai parlato di opportunità politica. Viviamo uno strano momento. Siamo come anestetizzati. Solo pochi anni fa se una cosa del genere fosse accaduta a un esponente del sottobosco berlusconiano, si sarebbero chieste a gran voce le sue dimissioni, dopo una vibrante crociata mediatica. Non auspico gli eccessi di giustizialismo che ci hanno reso per certi versi un paese ingiusto, in cui i processi li fanno i media prima dei tribunali. Ma è lecito chiedere di più a un governo che si professa nuovo. Ancor meno tempo fa, la campionessa Josefa Idem, per una vicenda nemmeno lontanamente paragonabile a questa, si è dimessa, per non creare danno al governo di cui faceva parte. Cosa è cambiato? Come siamo cambiati? Perché questo colpevole silenzio su vicende fondamentali?

Il dilaniante legame “filosofico” tra il renzismo e il berlusconismo

Lo so, oramai non dovremmo meravigliarci di niente, perché non è più una sorpresa. La continuità tra Renzi e Berlusconi è stata confermata diverse volte; non solo dalle riforme, ma anche dalle parole e dal modo di vedere la politica di alcuni renziani, sia quella sociale che quella economica (basta vedere la riforma del lavoro e la nuova legge di stabilità).
Ma oltre a questi punti, c’è anche un intollerabile legame filosofico del tipo “studiare non serve a niente”, pensiero molto pericoloso soprattutto se viene espresso da un esponente politico, come è successo nel caso del ministro Poletti.

Il ministro Poletti ha dichiarato qualche ora fa «Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21» affermazione che ha fatto scatenare gli studenti sui social network, soprattutto Twitter, in maniera rabbiosa e allo stesso tempo ironica per fortuna -vi consiglio di leggerli perché sono davvero interessanti e spassosi-.

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Le affermazioni, oltre a dimostrare il vuoto cosmico della mente di Poletti, hanno dimostrato questo legame che ho definito “filosofico” perché queste parole mi ricordano molto le affermazioni sui “mammoni” o sui neolaureati che non accettavano i lavori umili di Renato Brunetta quando era Ministro della Pubblica Amministrazione.
Disse parole molto vergognose e avvilenti, fatte soltanto per prendere in giro i giovani; premiando non la loro intelligenza, ma la loro ignoranza.

In conclusione, lo scopo (come tutti sappiamo) del governo Renzi è uguale a quello di Berlusconi,  spingere le giovani generazioni all’ignoranza per creare una grande massa ignorante da poter abbindolare in maniera perfetta.
Solo che Renzi, non farà altro che dare un colpo di grazia alla coscienza degli italiani già logorata dal ventennio berlusconiano.

Ritiro immediato delle accuse a Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi

Qualche giorno fa il giornalista italiano della redazione di Coffe Break ha lanciato una petizione per il ritiro della accuse a Nuzzi e a Fittipaldi.

Cito testualmente:

Lo Stato del Vaticano ha deciso di mandare sotto processo due giornalisti italiani, Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, a causa dei due libri da loro pubblicati con le rivelazioni dei vergognosi metodi di utilizzo dei fondi della Chiesa cattolica.

Invece di concentrarsi sui reati indubitabilmente commessi da suoi cittadini e presuli vari, la giustizia vaticana non trova di meglio che accanirsi contro chi divulga fatti di interesse planetario, accampando reati inesistenti in qualunque paese democratico.

Le finanze dello Stato del Vaticano, argomento dei libri dei due giornalisti, dipendono in gran parte dalle inique elargizioni che lo Stato Italiano fa allo Stato della Chiesa, non solo con l’8 per mille, ma con mille altre agevolazioni, come per esempio la fornitura di acqua e di corrente elettrica gratuitamente.

I firmatari di questa petizione chiedono a Papa Bergoglio che lo Stato del Vaticano interrompa immediatamente il procedimento penale a carico  dei giornalisti Nuzzi e Fittipaldi, cittadini di uno Stato democratico dove il reato a loro ascritto non esiste, come richiesto anche dall’OSCE.

Chiediamo altresì all’Ordine dei Giornalisti italiano di prendere urgentemente posizione contro questo processo-farsa antidemocratico dell’unico Stato assolutista ancora esistente in Europa.

 

Invito tutti i cattolici, atei, deisti e agnostici a firmare qui affinché i due giornalisti non vengano processato solo e unicamente per svolto il loro lavoro.

Denuncia per “istigazione al favoreggiamento della prostituzione” (?) contro proposta di Zoning a Milano

Al di là del Buco

Succede che l’avviso di esposto/denuncia da parte di un gruppo di abolizioniste della prostituzione nei confronti di persone che hanno proposto lo zoning, per i/le sex workers, a Milano, si è concretizzato il 25 Novembre. Tre associazioni di donne hanno depositato un’incredibile denuncia per istigazione al favoreggiamento della prostituzione (?) compiuto, secondo la loro opinione, da “chiunque”, a questo punto e se ho capito bene, parli di sex working a partire da un punto di vista non abolizionista. Non so se lo stesso tipo di denuncia potrebbe riguardare, per esempio, Amnesty, contro la quale di recente si è celebrata una campagna orribile per via della sua decisione che promuove la decriminalizzazione della prostituzione. O potrebbe riguardare, chi lo sa, anche media che danno voce a sex workers che si raccontano e spiegano di aver scelto liberamente quella professione. Potrebbe riguardare ogni parlamentare che presenta una proposta di legge non abolizionista sullo stesso tema…

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E alla fine non abbiamo capito niente

“L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari” disse una volta Antonio Gramsci, egli sosteneva che gli esseri umani fossero troppo sordi e presuntuosi per imparare dal passato. Egli ci insegna quanto noi ripudiamo il passato e lo ripudiamo fino a commettere gli stessi tremendi errori dei nostri antenati.
Sotto questo aspetto Gramsci è stato un visionario, una persona molto acuta e di grande intelletto e una persona che conosceva in parte la natura umana.

Ho voluto inserire questa citazione per un semplicemente, perché è quello che sta succedendo negli ultimi giorni e nelle ultime ore rispecchia tutto ciò.
Forse alcune persone che leggeranno questo articolo nel 2003 erano scese in piazza con una bandiera arcobaleno per protestare contro la scellerata guerra in Iraq, molto probabilmente quella bandiera la tiene in soffitta, magari è anche impolverata un po’ sciupata a causa degli anni.

E a distanza di venti dalla guerra in Afghanistan, dopo la strage di Parigi, il presidente François Hollande, colui che dovrebbe rappresentare la “sinistra” francese (si è meglio che la metta tra virgolette), afferma che “siamo in guerra”. In tal caso possiamo dire che ancora non abbiamo capito niente, come dice Gino Strada “Ci troviamo di fronte a dei cervelli che non hanno nessuna capacità di sviluppo culturale al di là della parola guerra”.

E niente: tutto tornerà tremendamente come prima, continueremo a bombardare il Medio Oriente, continueremo a distruggere le case delle famiglie dei musulmani, renderemo le menti dei giovani musulmani facilmente manipolabili da qualche terrorista e così distruggeremo un’organizzazione terroristica, ma dopo ne sorgerà un’altra più forte e più violenta cosa che è già successa con il “passaggio” da Al-Qaida allo Stato Islamico.

I primi a pagarne le conseguenze sono per la maggior parte civili musulmani e europei, perché con l’intensificarsi dei bombardamenti in Siria per “esportare la democrazia” aumenteranno anche gli attentati terroristi; non ci vuole un genio per capirlo. Siamo davanti ad una classe politica nazionale e internazionale che racconta balle sulle “missioni di pace per combattere il terrorismo” quando sono loro ad armare la mano assassina dei terroristi e allo stesso hanno rapporti di tipo finanziario e commerciale con le monarchie islamiche del Golfo, stati dove esiste ancora la Shari’ah, e che accusati di aiutare l’Isis portando armi e mezzi armati.

Credo che in questo clima di paura e ti tensione dovremo solo unicamente leggere e ascoltare le parole di Gino Strada:

 

Tra i commenti al mio post precedente, vedo ricorrere la domanda: “Ma allora quale è la soluzione? Che cosa fare per…

Posted by Gino Strada on Giovedì 19 novembre 2015

Massimo Lizzi, l’uomo donnista

A volte mi meraviglio di quanto sia fantastico il mondo del web, a volte trovi perle che ti migliorano la giornata: una giornata di studio, di lavoro pesante o comunque una giornata molto stressante.
Mi è venuto in mente di scrivere ciò dopo aver letto un articolo veramente allucinante che si intitola “Subalterno ad una donna non è male” (il titolo dice già TUTTO) sul blog di Massimo Lizzi. Io vi consiglio di andare a vedere qualche suo articolo sulle “questioni di genere”, tanto per farvi qualche risata.
Per chi non lo sapesse; Massimo Lizzi è un blogger, femminista ed ex militante del Pci che tengo d’occhio da quando lessi un suo articolo dove sparava a zero sul mascolinismo. In quel momento pensai che non poteva ulteriormente scrivere delle cavolate peggiori, però mi sono ricreduto.
Dunque, l’articolo in questione parla delle dichiarazioni che il senatore Corradino Mineo ha fatto sul premier Matteo Renzi, affermando che quest’ultimo è subalterno ad una donna bella e decisa (cosa che potrebbe essere vera oppure no). Come sempre faccio in questi casi porgo una critica su vari punti, come ho fatto per l’articolo sul femminismo.

Iniziando a leggere l’articolo già si capisce subito come viene impostato:

“Se il presidente del consiglio fosse subalterno ad una donna bella e decisa, sarebbe un’ottima cosa. Stento a credere sia vero. La politica è piena di uomini che, in quanto maschi, si immaginano abili e competenti e nel rapporto con una donna presumono tocchi a lei essere subalterna, anche quando è dieci volte più preparata. Se davvero il presidente del consiglio non ha questo pessimo e diffuso difetto, abbiamo finalmente trovato in lui una qualità che merita di essere valorizzata.”

Assolutamente no, non è una questione da chi siamo subalterni, se tutto ciò fosse vero sarebbe leggermente una questione di stato e dimostrerebbe che Renzi non è in grado di governare.
Il Presidente del Consiglio è una delle più importanti cariche dello stato ed è l’ultima persona che deve essere influenzata da chi gli sta dietro, il non essere influenzato da altri “poteri” dovrebbe essere il fondamento del buongoverno. Detto onestamente se tutto questo fosse reale non sarebbe una bella cosa, viste le scellerate riforme che sta attuando Matteo Renzi.

Un altro punto che trovato molto interessante per il fatto che l’ho trovato molto assurdo:

“Nelle cose che penso, dico, faccio, scrivo, c’è l’influenza, il condizionamento delle donne. A volte, l’influenza diretta di una donna in particolare, altre volte l’influenza indiretta, differita di una o più donne. E nell’autorità che le donne esercitano ed hanno esercitato su di me, c’è un elemento erotico, per cui dico di loro che sono belle, alcune molto belle. Forse è subito la loro bellezza ad orientarmi o forse mi risultano belle nella maturazione del rapporto. Ad ogni modo, è un elemento vitale ed è insensato svalutarlo.”

E qui vediamo un Massimo Lizzi che si gioca la carta “White Knight”, si perché questo sa molto di cavalleresco e da “Dolce still novo” che già ho visto in alcuni dei tuoi articoli. Una persona che pensa ad un unico tipo di questioni genere, quello femminile. Una persona da evitare, insomma.
Allora, forse risulterò maschilista, ma questo concetto che l’influenza delle donne sugli uomini deve essere per forza positiva a me non mi va a genio(non mi va a genio neanche il contrario ovviamente). Questo concetto di “l’uomo è sbagliato, la donna è giusta” è il più vecchio e il più sbagliato concetto del femminismo.

Veniamo all’ultimo punto, leggerlo è stato davvero faticoso perché è talmente assurdo che non riuscivo a capirlo:

“Troppi uomini sono subalterni ad altri uomini, anche quando sono brutti e indecisi, senza per questo provare imbarazzo o vergogna. È ora di accettare e vivere con normalità anche la subalternità maschile alla bravura femminile. E se nella bravura femminile, vediamo la bellezza, ne subiamo il fascino, tanto meglio.”

No, assolutamente no. Vedi dal mio punto di vista essere subalterni ad uomo o ad una donna è indifferente, per me (come per altre persone) rimane sempre una persona che vuole renderti dipendente da se stessa e questo fatto la rende una persona pericolosa. E con tutto il rispetto, si può ispirati da una persona (donna o uomo) e non subalterni, soprattutto bisogna ben distinguere i due termini.

Nel totale il blog di Massimo Lizzi trasuda del più becero vetero femminismo, molto probabilmente costui è anche una persona il cui unico caposaldo delle questioni di genere è la violenza maschile e ignora totalmente la violenza femminile . Ogni volta che un uomo fa delle affermazioni del genere io mi preoccupo, perché non è diverso dalle donne che voglio essere per forza subalterni al proprio marito, che vogliono essere dipendenti totalmente da lui.